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L'aspirina
(acido acetilsalicilico o ASA) ed i
FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)
possono provocare 2 tipi di sintomatologia:
1. orticaria, angioedema
(gonfiore, soprattutto di labbra, palpebre,
lingua, genitali), edema della glottide
(con difficoltà a deglutire e
respirare e voce rauca), raramente shock
(calo della pressione con sintomi a
tipo disturbi della vista, perdita di
conoscenza)
2. starnuti, naso chiuso,
asma (tosse, fischio, ed oppressione
toracica)
Quelle del primo gruppo sono più
frequenti. Raramente è possibile
dimostrare un meccanismo immunologico
di tipo immediato (IgE-mediato) ad eccezione
dei pirazoloni, per i quali una reazione
di tipo IgE sembra frequente.
Le reazioni del secondo gruppo (respiratorie)
si manifestano per lo più in
pazienti con sintomi inquadrabili nella
"ASA-triad" (associazione
di asma, poliposi nasale e reazioni
avverse da aspirina ed altri FANS) detta
anche impropriamente "asma da aspirina"
perché l'asma, intrinseco, non
è provocato unicamente dall'aspirina.
Sono in genere casi più gravi
rispetto ai precedenti e controindicano
in maniera assoluta l'uso di tutti i
FANS ad eccezione di alcuni (nimesulide,
meloxicam) che devono essere comunque
testati mediante un cauto test di tolleranza.
Se è presente asma, prima del
test il paziente deve essere ricondotto
a parametri spirometrici normali mediante
trattamento farmacologico, che dovrà
comunque proseguire a tempo indefinito.
Si stima che più del 19% degli
adulti con asma e oltre il 40% di quelli
con polipi nasali o sinusite cronica
sono anche aspirino-sensibili.
Trattandosi per lo più di reazioni
pseudoallergiche (non mediate da anticorpi
IgE o da altri meccanismi immunologici),
per la diagnosi non sono affidabili
né i test cutanei né quelli
in vitro; l'unico metodo valido è
il test di tolleranza con assunzione
orale di farmaci antinfiammatori alternativi
(generalmente sono meglio tollerati
nimesulide, paracetamolo e meloxicam)
per fornire al paziente un farmaco in
caso di necessità.
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